17.
Pubblicato da alefledvro il 11 Dicembre 2009
- Ma questo coso dominerà su tutte le creature del creato?
- Controlli meglio.
Tornati allo Chez Pierre, andiamo direttamente al ristorante, io e Franz, dove, oltre a Virginia e Livia, c’erano altri quattro ospiti, due uomini e due donne, seduti a un tavolo. Insomma, un fatto anche da segnalare. D’accordo, choucroute alsacienne come aspettativa ma non immaginavo… Mi s’avvicina, infatti, il cameriere, più su di giri del solito per il tal boom ma che voleva, in realtà, sapere da me soprattutto della sera prima a Pigalle. Io che così, tra i tavoli, gli mimo un po’ la scimmia selvaggia, lui faceva la donna. Lasciamo perdere, comunque, per via degli altri quattro ospiti e perché mica c’era tanto altro da mimare. Gli americani, il nero statuario, gente lontana inimitabile… No, dovendo scegliere, io sarei stato più scimmia selvaggia. Trattasi di scimmia selvaggia irresponsabile, questo avrei detto in gendarmerie. Che ne arrestassero un’altra a Pigalle che, ogni sera, s’ingroppa una giovane donna, tra l’altro, davanti a tutti noi. Voglio dire, datemela voi una spiegazione… I quattro che quasi non ci possono credere ma io glielo confermo e aspetto il cameriere e con lui mimo di nuovo l’ingroppata. Che sarei stato scimmia selvaggia o niente, gli confermo pure questo. Loro dicono ja ja o da da. Erano dell’est, insomma, rispetto a noi Parigi. Poi arriva choucroute alsacienne per tutti e, a ruota, pure Monsieur Pierre, con quella sua solita aria confidente di chi è lì lì per rivelarti le ultime dal creato.
- Arriverà l’uomo nuovo e sarà peggiore del vecchio, fa.
Era di quelle confidenze inutili stronze, insomma, di uno che crede ancora che uomo vecchio e uomo nuovo…
- Scimmia selvaggia o niente, gli dico io.
Lui che si siede come interessato.
Ora io, ormai, che l’accettavo solo prima dei pasti, a Monsieur Pierre, ma lì, invece, s’affrontava pure choucroute alsacienne, in pratica, un lettino gonfio di crauti fumanti su cui riposava una coppietta di rispettabili e panciuti salsicciotti francesi… Voglio dire, si era pure d’estate… Lui par comprendere e l’uomo vecchio ch’è in lui, infatti, resta lì a guardarci mangiare mentre il nuovo, va detto, ci rutta davanti, credo, fosse proprio choucroute, pure la sua, che fermentava…
- Ja ja (o da da), dall’altro tavolo.
- Russi, ci spiega.
Io ch’ero insofferente come una scimmia selvaggia e niente m’interessava di quel che aveva da dirci lo stronzo Monsieur Pierre e lo stronzo Franz e, in effetti, ero rimasto piuttosto al bar, giù, a Pigalle… Gli altri che sembravano interessati, invece. Franz, soprattutto. Poi collego anch’io i russi, Solocov, lo stronzo di scimmia che poi sono… Erano lì a controllare che Solocov non avesse a subire, da un Costa, appunto, per la prima volta nella storia… Dopotutto, era sempre in piedi la due, no? Anche se Estrella ce l’aveva appena comunicato - E’ per l’ambasciata. Che fosse un doppio gioco confezionato da Estrella Bond? I russi sembravano lì apposta a confermarlo. Dei servizi, di sicuro. Guardo Franz e Virginia e non l’avevano capito. Lo stronzo Monsieur Pierre che era lì a vaneggiar per conto suo d’uomini nuovi di zecca… Ora, dei servizi, io non che ne sapessi molto ma, da quel poco, quella era gente che, una volta entrata, già che c’era, mica ti lasciava un paio d’italiens magri magri in giro… Mi specchio in Livia e anche lei, specchiandosi in me, si taglia la gola delicatamente, col mignolo. La storia che avanza, insomma. Resto lì, in attesa di qualcos’altro di significativo, spionisticamente parlando, che mi giungesse dal tavolo dei russi ma, da lì, arrivavano solo i gridolini di una delle due russe che pareva proprio si stesse sbrodolando sotto. Forse servizi russi… Lo stronzo Monsieur Pierre che pare intuire qualcosa pure lui, non so, di sbrodolamenti nuovi di zecca, perché, infatti, chiama il cameriere per brindare tutti insieme a calvados, pure i russi…
- Da da, fa il più svelto che ha già capito.
Arriva lui, la sbrodolante sua amica, pure l’altra coppia con minori attrattive, però, della prima. La sbrodolante, per dire, in aggiunta, aveva anche questa sua untuosità della pelle che pareva proprio rilasciar olio da ogni poro visibile ma - potevi escluderlo? - forse anche non visibile. Il tipo, insomma, che la scimmia selvaggia ci avrebbe fatto un qualcosa. Lunga, slavata, il cranio rasato sul quale s’adagiavano, come vermi cicciottelli, mozziconi di treccia… Be’, il sesso sa essere involontario. La vita lo è, del resto. Dio, un eccentrico. Io, scimmia selvaggia, prendo te, sbrodolante da ogni poro… Mi sorride. Anche Da da, da ruffiano, m’offre chiaramente l’amica, a me, scimmia selvaggia, intendo, piuttosto dinamitarda che lui ben conosce… Accetto pure per Livia che, son sicuro, apprezzerà, sto per alzarmi ma ho capito ancora male. Non è ruffiano e lei è:
- Insegnante?
La scimmia selvaggia che vorrebbe lo stesso sbrodolarcisi ma la passione s’attenua.
- Minsk, dice l’insegnante.
Nemmeno russa, era bielorussa. L’incantesimo è rotto. La scimmia selvaggia muore lì su due piedi. Anche l’altra coppia sciapa t’appare distinta. Monsieur Pierre neanche più stronzo. E i russi? E i servizi? Butto giù un altro goccio, meccanicamente.


