Favole Metronapolitane

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La Commedia Di Bianca & Berni

Pubblicato da Domenico De Ferraro il 1 ottobre 2016

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BIANCA & BERNI

Le storie s’intrecciano ,diventano ogni giorno diverse, alcune hanno le ali , altre denti ben appuntiti, che ti fanno spavento al sole vederle, si può essere capaci di concludere storie, di venderle, di renderle belle, alcune hanno occhi , altre una lunga storia alle spalle, conoscono chi sei , quando hai mangiato un panino con il petto di pollo, povero pollo aveva un nome si chiamava Apollo ed era figlio di Bianca e Berni due mezze seghe che vivevano dalle parti di Caimano quartiere dormitorio della città di Verdereame . Qui nessuno si faceva i fatti suoi e molti avevano una rivoltella in casa , per sentirsi sicuri che mai nessuno avrebbe messo il naso nei loro affari, si chiamano ogni giorno a telefono si dicevano ciao come stai? je sto buono, tu come stai ? je nun me sente tanto buono, tengo ò core che me fa male, mugliereme ma lassato con vicenzino ò carnucuttaro. Le voci circolano , in poco tempo tutto il paese , quartiere ove vivi conosce chi sei , da dove vieni , quanti anni hai ancora da vivere , il problema esistenziale si riduce cosi a come non essere mai pizzicato dalla guardia di finanza con le mani nel sacco.

La città dove vivevano Bianca e Berni era un grande paesotto ,dove i passeri abbondavano, alcuni pesavano trenta chili , altri quaranta, la logica della convivenza ci conduce a ragionare su un dato di fatto, perché queste due persone vivevano da sole, in un presepe di cartapesta? Il problema può essere dipinto in diversi modi è tutto può sfuggire dalle mani anche un uccello, può divenire al fine una bomboletta spray con cui disegnare graffiti sui muri. I muri della piccola città , dove vivevano Bianca e Berni erano grigi , muri che non ti dicono nulla di buono, puoi chiamarli come vuoi , offenderli , ma quelli non ti diranno mai una brutta parola, questo infelice rapporto , eretto a grandi imprese morali ha condotto molti pittori a voler dipingere sui muri grigi , disegni fantastici , mondi surreali, immagini coinvolgenti che possono destare in noi varie sensazioni, speculazioni essenziali per la nostra vita .

Il mondo è grigio , i muri sono grigi , anche l’anima di Berni e Bianca che non hanno mai avuto figli, tranne Apollo quel povero petto di pollo è grigia, come le nuvole , come il cielo quando piove , come i loro incubi, come lo smog della metropoli , le tante brutte parole che si destano dal sogno per volare lontano dove il sole danza con la luna. E questa danza primitiva, fatta di strette di mane di varie apocalisse, che meritano una attenta osservazione , una analisi accurata incentrata sull’avere, su un fatto trascendentale programmato che svela tutta l’anima dei nostri due amanti , che li rende umani soli nel tempo, incapaci d’amare , di chiedere aiuto. Tutto procede ,secondo un volere oscuro, tutto può essere frainteso , mai compreso dalla restante popolazione che spara ogni giorno cazzate , spara sugli infermi su coloro che non possono difendersi dalle vessazioni, di un sistema che fa acqua da tutte le parti. Come porvi rimedio ? come trovare una soluzione atta a correggere questa surreale messinscena, con una giusta causa, con un giusto metodo ?

Il comunismo è sempre stato una parodia dissacrante del lavoro, un utopia etica di cosa rappresenta la divinità che popola la mente di milioni d’individui , per questo Bianca amava perdere tempo nell’ andare a trovare varie sue amiche che abitavano nel centro storico , con loro pasticciava dolci d’ogni genere , si cuocevano babà gigante , torta ai mirtilli, una bella pastiera con grano saraceno.

Il mio problema è come impiegare il mio tempo, come ridurlo ai minimi termini . Pensavi che non t’avrei mai capito, che avrei in tutti modi cercato di fermare questo delirante progresso intellettuale . Lavoro a maglia. Vincenzino vedi il signore cosa cerca?

Un posto di lavoro , una casa, una bella moglie, un motorino, un pappagallo parlante , un ambulatorio ove sperimentare mille, mille cose, nella pace, nella lungimiranza del senno di poi , si ottiene ogni cosa.

Provare poi a scendere giù in città con l’ombrello sotto il braccio, fare finta d’essere Alberto, Enrico, di essere Emilia. Incontrare gli occhi della gente nell’autobus , fare finta che tutto vada bene, altre tre fermate e si è finalmente a casa propria. Dentro le proprie pantofole con un bel sigaro cubano in bocca, accedere la televisione e guardare la vita in diretta . Guardare la partita di calcio con gli amici, mangiare ,mangiare, poi vomitare, volare, gridare forza Napoli, alè ,oh,oh.

Io non sono mai stato in Brasile , non mi piace voltare la faccia dall’altra parte, credere che ci sia un novello, cicerone Virgilio che un giorno ci condurrà in paradiso o all’inferno, non credo nella sostanza delle cose , che possono assumere diversi comportamenti, essere gioiosi essere trascendentali, essere così come natura vuole e senza alzare le mani , verso chi soffre ,provare a cambiare se stessi e tutto il resto che viene appresso.

Ci ho provato diverse volte disse Berni alla Bianca che si faceva il bidè con aria di chi è stanca e vuole andare a letto presto, perché l’indomani dovrà ritornare a bussare mille campanelli , visitare case disperse, passeggiare per paesi fatiscenti, viaggiare con il pensiero verso mondi sconosciuti.

Ho trovato , disse Berni mentre Bianca si tira su la mutandina s’abbassa la gonna e gli risponde : sei fuori dal gioco, domani ti compro un nuovo cappello, non guardarmi con quell’aria nostalgica, io ti capisco , sei arrabbiato con me, perché non ti ho fatto le ciambelle. E nù fa sempre capa toia . Nù metterti coppe a chisto piedistallo , non me guardà come si fosse morta , se nò chiamo a Vincenzino e faccio subito le valigie.

Ma tu fosse scema. Chiama a Vincenzino. Ma chesta a persa a cape . Fosse asciuta pazza. Vuò a vè pure ragione. Ma sono modi di dire , uno si comporta onestamente , siamo forse amici, conoscenti, preciso , siamo marito e moglie. Ma cheste , sò cos’è e pazze.

La nostra perplessità , vive nell’azione , in quell’attimo in cui tutti , possono riscattare la propria esistenza, donare una vita ad un altra persona, farla ritornare a sorridere , donare un cuore, donare se stessi , a chi ne ha bisogno. La morale , giunge sempre a fagiolo e di fagioli, ceci, pasta fatta in casa, mozzarella, caciocavallo sono parte integrante di quell’immaginario collettivo dove la follia ostenta a crescere a divenire una pianta di fichi, un cerbiatto, una melanzana sotto olio, una speranza per le future generazioni.

Comprendo la perplessità espressiva , si può essere creativi , grandi, davvero grandi, avere una mente eccelsa, una memoria di ferro, ricordarsi di tutto, di cosa abbiamo mangiato anni addietro, come siamo cambiati , cercando quella verità insita nella nostra coscienza, un punto nevralgico , una fusione spirituale dove s’avvince che le regole non sono una proprietà statale, nè un diritto civico.

Peccato avrebbe potuto essere una bella storia, un amore fatto di rose aulenti, di sciuri aranci, di canzuncelle, di palpatine , messaggini , sarebbe stato bello, fino al punto da dover cambiare casa, famiglia, cambiare nome, ultimo tra gli ultimi, pazzo tra i pazzi, seduto in autobus pronto a scendere alla prossima fermata a comprare taralli nzogno e pepe, nà pizza a portafoglio , una torta a cioccolata a mamma.

Le idee cambiano, cambia Berni e Bianca , cambia a volte questa storia fatta di prosciutto cotto, di salame milanese , di partigiano reggiano e se mi metto a guardare gli altri a me mi viene da ridere, poi uno strano senso di compassione prende il sopravvento , cosi scopro che tutti gli uomini possono essere ciò che vogliono , aldilà di ogni regola , di ogni pregiudizio , stamattina alle otto hanno trovati morti in casa , abbracciati in un ultimo respiro, Bianca e Berni.

Ho pianto ,non sai quanto ho pianto, non volevo crederci ,poi il pasticciere se messo di mezzo, ha portato zuppa è pane bagnato, un altro , tre gazzose al limone, io piangevo ero molto affezionato a Bianca e Berni, sono stati il modello familiare di una generazione allo sbando, sono stato l’ideale da perseguire perché un giorno ci rendesse tutti liberi da ogni persecuzione razziale , felici di vivere in una terra che è la nostra terra, di possedere un amore fatto di pane, cipolla, di intese politiche incomprensibili , di guerre et guerre che ci hanno resi tutti fratelli et sorelle nel nome di Bianca e Berni.

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