Fiabe Filosofiche Metronapolitane

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FIABA FAUNESCA

Pubblicato da Domenico De Ferraro il 13 marzo 2020

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FIABA FAUNESCA

RISCRITTA AI GIORNI NOSTRI

La poesia rende dolce il vivere , ti prende per mano ti conduce verso mondi fantastici. Tutti sono seduti ai piedi di un Dio , migliaia di fedeli. Tutti pregano mentre il sole splende sopra le tante miserie , sopra le mille disgrazie , nello scorrere dei giorni infausti , il tempo scorre portandosi via con se ogni tristezza. Un mite sentimento, fa girare il mondo, il quale è un posto meraviglioso dove puoi colorare a tuo piacimento le ore che passano. Popolato da vari demoni in lotta contro diversi angeli ribelli. Assistere ad una guerra senza tregua, senza convivere il bene ed il male . In questa apocalisse poetica , in questi giorni maledetti , inseguito da un maledetto virus , tra mille versi in cui imperversa la signora morte , l’ ingrata sorte mi costringe a combattere la malattia che avanza dal mio letto d’ospedale , con la mia barba bianca , con i miei calzoni rotti con le mie strambe canzoni , mentre stendo i miei panni sporchi di sperma al sole , i morti dormono sotto un cielo stellato.

Un cacciatore di fate

Un mondo magico s’apre verso il sacro monte , camminiamo alla ricerca dei fauni . Felici tra i boschi selvaggi. Osservo la vita scorrere tra i boschi solinghi , dove vivono strani personaggi , nell’eco di fiabe popolari , idilli di un vivere naturali che trascende l’essere ,. Andiamo verso l’olimpo dove regnano gli dei. Osservo il paesaggio, seduto tra i sassi privo di senso, con il sesso al vento , le acque scorrono e scivola sopra i sassi ,lambisce le sponde ove le donne del villaggio lavano i panni . Ed in questa realtà fenomenica le fate sono figlie della mia fantasia ed elle sorvegliano le porte del regno degli dei.
Cacciatore hai rubato le ore della nostra felicità
Sono qui che raccolgo gioie mai fiorite
Sei il frutto della mia logica
Dovrei essere il frutto di un tuo sogno
Sei lo stesso di prima che ha suonato il campanello
Potrei esserlo , ma non ho nome
Sei il signor nessuno ?
Sono il gendarme che controlla se stai a casa
Accidenti allora ci porterai tutti in galera
Lo potrei fare ma sono un cacciatore di fate
Cosa un cacciatore di fate mi fai ridere
E certo mica di funghi , di fate
Fai quello che devi fare cacciatore poi gira i tacchi e scappa via

Fauno

Il mio destino è segnato da infausti eventi , il mio nome vola di bocca in bocca nel vento oltre l’immaginifico mondo pastorale , seguo le ninfe al bagno . Le seguo con la mia barba caprina, il mio aspetto orrendo , cresco come un seme magico dalla terra, fiorisco ed apro le braccia poi corro , corro come se fossi un centauro.
C’è chi dice sei brutto
Ma io sono un fauno
Sei l’inverso di ciò che noi siamo
Prova ad essere me stesso
Potremmo essere ben altro
Se vuoi posso divenire un pecora
Meglio un lupo
Allora è tutta una finzione
Forse
Provi odio verso gli uomini ?
Credo in iddio
Sei un folle
Sono una mosca bianca
Attento alle spalle
Accendo la torcia
Sei una leggenda
Nasco dal ventre nelle fiabe

Un cane Randagio

Tu ti lamenti di ciò che sei , ed io cosa debbo dire di questa mia vita preso a calci tutti i giorni ,fuggo per strade sporche con tre costole rotte. Crudele è questa vita , pensare un tempo ero un nobile gentiluomo , nato ricco ben servito , con tante donne mi accudivano. Non avevo alcun problema, viaggiavo ed amavo , nulla mi faceva paura poi sul punto di morire, dopo una vita dissoluta , senza amore verso Dio mi ritrovai ad esser reincarnato nella forma di un cane randagio. Piansi , mi disperai ,abbai , fui presi a calci. Qualcuno mi rincorsi per poco non mi ammazzavano. Con il tempo , presi coscienza di questa mia nuova esistenza . Ora vado ramingo , m’accoppio ,lascivo con diverse cagne compiacenti . Visto il mondo da questa mia nuova condizione canina , vedo tanta miseria tra gli uomini , anche se è molto brutto essere trattato come un cane da tutti , essere un cane rognoso ,scacciato preso a calci.
Ha dei suoi vantaggi, sognare non costa nulla. Per tanto ingrato destino la colpa è solo mia, delle mie dissolutezze.

Sei un cane simpatico
Non dire cosi arrossisco
Credo tu sia un cane speciale, un cane che sa volare
Ma io non ho le ali
Sei sicuro, basta saper sognare per volare
Il mondo m’intristisce ed ho paura oggi degli uomini
Ma io sono qui vicino a te
Il mondo un posto balordo dove tutti ballano intorno ad idoli
e idee assai strane
Un idea può partorire tante storie
Sono il tuo signore
Sei mio padre ?
Sono lo scorrere del tempo
Io un cane è vado dove mi pare. Adddio.

Fauno

Fatti in là cane pidocchioso, puzzi oh quanto puzzi, ammasso di zecche , guarda che muso sporco. Non t’avvicinare sarai di certo ammalato , potresti trasmettermi qualche malattia. Eppure ti confesso, cane , vorrei essere come te ,vivere senza pensieri , senza dovermi nascondere dagli uomini e dalla mia terribile sorte d’essere un fauno . Ahimè il mio amore mi rende disonesto , morboso, al punto da non comprendere chi mi ama o chi mi odia per davvero . . Un tempo ero molto bello, il più bello dell’arcadia , giocavo con gli dei, con gli eroi . Poi gli uomini furono stanchi di pregare gli Dei , così venne il male, tutti fuggirono la guerra si fece udire ai margini del bosco e gli dei tutti ebbero paura degli uomini. Ma io coraggioso come lo sono sempre stato , m’armai e mi lanciai nella battaglia . Combattei per giorni , mesi , anni , caddi, morii, rinacqui , adesso le mie ossa sono sepolte sopra il monte olimpo tra mille querce e mille alberi parlanti al vento e loro foglie volano con apollo tra le bianche nuvole.

Sei stato ferito ?
Sono stato il sogno di mille generazioni
Eri decisi a cambiare il mando
Come ti dissi non tutte le ciambelle riescono con il buco
Certo proseguire in questa strana storia è un suicidio.
E la guerra amico mio
Oh la guerra è frutto dell’odio
Io sono un fauno
Io invece sono una ninfa
Avete visto pinocchio?
Ma dai facciamo i seri , signori tra pochi giorni si va in scena
Tutti i tragici sono stati avvisati
Ci sarà anche Euripide ?
In prima fila
Ora chi lo dice al pubblico che Euripide è una leggenda
Io non voglio finire al manicomio
Io sono convinto che ogni male guarisce dal male
Chiodo scaccia Chiodo
Che fatica vivere

Il cacciatore di fate

Mentre tu continui a piangere , io cerco qualcuno che mi guidi per sentieri oscuri verso il monte degli dei a caccia di fate . Se riusciamo nell’impresa a catturane una , ti darò tanto oro, quanti pesi ,le fate possono esaudire ogni desiderio. Catturata una , questa nelle nostre mani , chiederemo i tre desideri che c’aspettano di diritto , premio per chi li cattura poi lasso la lasceremo andare libera per i boschi del sacro monte. Cosa ne dice accetti di venire con me , ti va di partecipare a questa avventura?

A capa toia nun è bona
Mi sono fumato un sacco di spinelli
Non posso crederci ,non ti fa piacere
Mi permetto non è una congiunzione è un avverbio
Va bene ma uno cerca sempre di trascendere
Non si può fare lo shampoo al ciuco
Si ma mo’ che centra il ciuco con le fate
Le fate, quelle sono fattucchiere
Capere
Malelingue , senti a me
Madonna allora tra non molto , saremo sulla bocca di tutti
E già, tra non molto tutti parleranno male di noi
Non ci posso credere io li credevo delle persone fatate ,
sincere capaci di esaudire ogni desiderio.
Credimi non bisogna mai fermarsi all’apparenza
Hai ragione mo’ ci vado io a parlare con Giove
Statti accorto quello ti potrebbe sbattere la porta in faccia
Ma questa è maleducazione
Cosa vuoi farci sono Dei

Fauno

Ah come vorrei diventare per sempre una favola , un un’altra persona , un altro un eroe, un nuovo essere. Come vorrei che una ninfa mi prendesse per mano e mi condurrebbe dove fioriscono i papaveri rossi , dove le ninfe sono stelle e le aquile sono figlie del vento . Possibile che non ci sia un modo per divenire tale , sento le gambe mi tremano ,già penso a cosa sarà il domani , in tutt’altra forma , forse sarò finalmente felice di essere ciò che sono .

Io non ci posso credere
Ma tu sei sempre presente ?
Passavo da queste parti ti ho sentito parlare .
I tuoi desideri possono essere realizzati
Sentiamo come
Come, non c’è solo il male a questo mondo
Io vorrei capire però tu chi sei?
Io sono il cacciatore di fate
Quello che va acchiappando le farfalle per il prato con il retino
Perché non si può ?
Certo però portare il cane al guinzaglio non mi sembra una buona idea
Lo spirito di un opera non si misura per quello che si vuole rappresentare ma per cosa vuole significare al fine.
Il concetto mi convince . Sembra una buona idea però bisogna aver studiato assai
Ed io ho fatto le scuole dalle suore
Ma tu non ti chiami Giovanni ?
Io mi chiamo Pietro
Pietro quello che torna sempre indietro
Per la verità sono figlio di Pasquale
Ora mi è tutto chiaro il Fauno , le fate , mastro Geppetto
Già hai messo il dito nella piaga
Non sai quanto mi è dispiaciuto sapere che sei morto invano
Non esiste una regola precisa, tutti un giorno dovremo morire
La ragione genera sempre un immagine lasciva vaga su ciò
che siamo per davvero
Ogni nostro desiderio è un cero acceso
Una stella che solca il firmamento
Un giorno migliore.

Il cacciatore di fate

In un altra dimensione ogni cosa sarebbe stata diversa , magici momenti trasformeranno il nostro vivere . Non bisogna aver paura dei malvagi virus , il virus è un verso . Vedrai , andremo a caccia di fate insieme le quali si nascondono, tra i boschi , ascolteremo il loro dolce canto risuonante per l’aere puro.

Fauno non voglio più essere me stesso
Faresti bene a cambiare idea
Sono stanco di stupidaggini
Sei lo stesso di tanti secoli fa
Sono cambiato, non sono più un fauno
Allora cosa sei diventato ?
Oggi mi sento un netturbino
Accidenti uno spazzino
E si , non te l’aspettavi
Difficile seguire ciò che dici
Fa parte tutto di una sua logica
Beh la logica segue un filo di discorso
Si ma le capre saltano lo steccato e brucano l’erba
E l’amore, mio caro quella l’anima di ogni discorso sensato
Chi l’avrebbe mai detto che sarei diventato un altro
Sei rimasto a bocca aperta ?
Non voglio contradirti, eri meglio prima
Il tempo passa e conduce alla forma di un essere primitivo
Questa te la potevi risparmiare
Ogni concetto è forma di un contenuto
Io adesso vado a mangiare
Io ti seguo però non lo dire a mia moglie.

Un cane senza padrone

Vorrei rinnegare per sempre questa mia condizione, continuare ad abbaiare alla luna. Essere pigliato a calci , essere tirato per la coda , vittima dei più forti , abbaiare al cane che passa , cercare tra l’immondizia un osso. Luna tu mi guardi abbaiare nel vuoto e l’eco del mio ringhio , attira mute di cani rabbiosi, fa tremare il viandante, il povero barbone. Dalle finestre mi tirano appresso scarpe vecchie ,qualcuno punta anche il fucile pronto a colpirmi. Vago randagio per i vicoli, ho dimenticato, il volto di mia madre, dove son nato ,chi erano i miei fratelli ? Per riuscire a sopravvivere ho lottato , azzannato , ho rubato l’osso più grosso ad un cattivo molosso.

Fauno

Cosa rimarrà di ciò che abbiamo crediamo ? ne l’idea, ne la passione .
Non ci resta dunque correre per strada felici , tra fantasmi e donnine ubriache ,coniugare il bene ad un etica che conduce con il suo comportamento ad un giusta soluzione! Acciuffare una fata, rinchiuderla in una gabbietta dorata , anche se guardarla prigioniera mi manca il coraggio!

Non sarai mai un gran cacciatore
Mi limito a ragionare
Sei uno scrittore fallito
Sono una favola
Tu saresti la sintesi dell’essere altrui
Il mondo m’invita all’ammore
Lascia la porta aperta , potresti avere una sorpresa
Sono troppo legato alle mie memorie
Il tempo passa non ti accorgi , ti ha molto cambiato
Sono una parola, dolce come nu babà
Quello che mi preoccupa è il babà
Perché tu metteresti la mano sulla Bibbia
Io farei , sarebbe una cosa fantastica
Perché non lo facciamo insieme
Io ho molto amato
Io non più lacrime , per piangere
La leggenda vola leggera nell’aria di marzo
Insieme al virus

Dopo aver viaggiato a lungo per il mondo essere stato nel regno di mezzo. Confesso di aver visto cose inenarrabili , ho visto la bellezza afflitta in mezzo ad una via ,molte cose si sono trasformate davanti ai miei occhi . Ho visto la luce vincere l’oscurità , la morte baciare la vita, l’amore donare il suo cuore ad un povero vecchio! Le fate si nascondono nei nostri pensieri, nella nostra esistenza, nei nostri sogni ,esse vivono la nostra gioia di credere di volare . Elle si tramutano , compiono magici sortilegi, ogni fata e figlia di una favola cosi come ogni giorno può essere fatale per divenire se stessi .

Figli e padri percorrono questa terra ,mano nella mano , lottando insieme sperando, credendo ,cadono si rialzanno , costruiscono torri, edifici immensi costruiscono , un amore senza pari per poi ritornare all’origine di ciò che sono stati . Padri e figli cresciuti sotto lo stesso tetto , aspettano , fioriscono le favole nel prato della loro immaginazione , aspettano un segno del destino, per poter continuare a cercare fate ,parlare con cani senza padroni , per continuare a volare sopra asini in mezzo alla nuvole. Per poi addormentarsi ed ammirare i confini di questa terra, il sole rinascere sopra le tante miserie umane! Incantesimi ,meccanismi ipocinetici ,ingranaggi magici , tutto scorre in questa fantasia ,ogni cosa prende vita . Un mondo, piccino così piccino che lo puoi portare appeso al collo .Un universo minuscolo ,una fiaba scritta per strada da un povero scrivano. E mentre guardi la folla, guardi te stesso , attraverso un immagine bigia senza alcun significato ! È una favola perversa questa , una favola capovolta nell’irreale ,fatta di tanti strani personaggi , intessuta di strani modi di intendere, volere e credere. Ahimè io sono l’artefice , il sommo signore oscuro . Di tutto ciò che ho scritto , io son la fata ed il cane, io sono il Fauno che insegue le ninfe nel sacro bosco , il cacciatore di fate che vaga per i boschi ed in altre dimensioni , io sarò sempre alla ricerca di un giusto senso , per questo scrivere così vicino alla morte e alla felicità dell’essere. Spero la vita mi sorrida quando meno me l’aspetto e fanculo tutto il resto.

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