Le Leggende e i Poemi

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Simulacro di innocenza [Ovvero di come l'insignificante muove il mondo]

Pubblicato da gael il 31 marzo 2008

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Assomigliamo estremamente agli Dei devo convenire. Essi possono anche essere immortali, eterni o quant’altro noi desideriamo che essi siano. Ma in fondo sono uomini, grandi uomini e donne, certo, poteri favolosi, ma noi discendiamo dalla razza più nobile, la loro secondo le nostre leggende, Siamo quindi da criticare quando in deliri di onnipotenza godiamo dei nostri privilegi terreni più di ogni altra genia terrestre? Noi non siamo cattedrali di magnificenza in realtà, ne risplendiamo come la luce degli astri, siamo solo granelli di una polvere tanto fine da sembrar luminescente, tagliati in modo da riflettere la maggior luce che il nostro Sole ci inviò nel corso dei secoli e dei millenni ormai. Ritengo perciò doveroso il fatto di rendere tutti partecipi di ciò, noi siamo simulacri di innocenza, avatar del dolore e della rastremazione spirituali. Le nostre città paiono tombe al confronto con le valli ultraterrene, con i laghi di continenti che alla nostra mente paiono vicini e raggiungibili con facilità, senza accorgerci che essi sono all’altro capo estremo del globo terracqueo. Viviamo per vivere, moriamo per vivere, alcuni vivono per morire, ricercando un paradiso erroneo, senza alcuna possibilità di ritrovarsi, di poter assumere falsa sembianza, o vera menzogna. Limitiamoci perciò a ritenere corretto il nostro ragionamento, non cerchiamo verità assoluta, poiché tale verità è insita in noi, noi la possediamo nel momento in cui creiamo la nostra idea, e non un’idea qualunque, ma la nostra, propriamente personale, da noi stessi creata. Unico vero atto di creazione, anche se ogni idea ci deriva da ciò che ci circonda, quindi di creazione realmente non si tratta, ma almeno possiamo avere la parvenza di essere supremi creatori, di rendere al mondo ciò che il mondo ci donò. Possiamo tentare di somigliare a quelle divinità che adoriamo, per cui abbiamo e ancor oggi lottiamo, moriamo, viviamo e poniamo fine ad altre ideologie. Non è giusto che l’uomo sia sottomesso a ciò, egli dovrebbe essere invece sottomosso, ovvero con un neologismo essere mosso da sotto, o meglio commosso da dentro, in modo che possa ritenersi parte del tutto in quanto tutto, e non parte del tutto in quanto minuscolo ingranaggio del tutto insignificante. La visione per cui anche il più piccolo ingranaggio sia indispensabile per il tutto rimane assolutamente insignificante, perché, se è pur vero che senza migliaia di granelli, un diamante rimarrà polvere, allora è anche vero che senza centinaia di granelli, lo stesso diamante risulterà solo più piccolo, ma forse più splendente. Rimaniamo in fondo polvere, la stessa polvere che ricopre i nostri animi, i nostri simulacri di falsa innocenza, poiché mai innocenza vi fu, la stessa polvere che venga tagliata tanto abilmente, da riflettere i raggi del Sole, che riscalda i cuori e rallegra gli occhi.

2 Commenti a “Simulacro di innocenza [Ovvero di come l'insignificante muove il mondo]”

  1. novilunio dice:

    Meraviglioso questo brano, stupendo questo puzzle di parole che giocano come frammenti, è il caso di dirlo, di diamante con la luce, se luce c’è, della mente che le comprendono. Sublime la celebrazione dell’uomo come essere supremo con una sottile ironia che fa riflettere, abile e geniale la metafora della polvere che polvere è e rimarrà. Grandiosa la negazione dell’umiltà a tutti i costi, sincera e senza ipocrisie. Ottimo nello stile, scorrevole e incalzante pur nella brevità che l’autore è riuscito a mantenere con una tematica che potrebbe essere infinita. Complimenti. Sono nuova di qui, non so chi sei, ma hai scritto qualcosa che va oltre… ed io amo tutto ciò che va oltre! Ti seguirò con interesse ed invito tutti a farlo.

  2. gael dice:

    Troppo buona per questo menestrello…ringrazio umilmente…

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