Le Leggende e i Poemi

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Qualche scintilla di verità, sopra ceneri di umanità… [Ovvero l'incipit del viaggio dell'anima]

Pubblicato da gael il 3 aprile 2008

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All’ultimo arriva dal cielo la pioggia di stelle, che tutto ricopre nel nero antro dell’Apocalisse fremente e febbricitante. Otteniamo dalla nostra presunzione messaggi di povera miseria, di imbibizione in elisir per ringiovanire, in acque assai più nobili di quelle che si possono adocchiare. In questi momenti è bene procurarsi uno scudo per l’anima che sia efficace, in grado di evitare e respingere sia i colpi duramente inferti dai nostri nemici, dalle nemesi più oscure, sia i colpi che noi stessi lanciamo contro il nostro spirito, in grado di reagire con un eterno circolo di perdizione e insanità. Con questo possiamo tranquillamente definire il passaggio dell’umana genia con quella immortale degli dei e degli spiriti, genie senza nomi o definizioni, senza caratteri somatici ne apostrofi o invettive, motti arguti potrebbero forse definirle in brevissimi istanti della loro vita, partendo dal presupposto che nessuno di codesti è esemplificabile nel puro battesimo di vita. Insignificante è l’analisi che ci propugnano, dove ogni singolo segreto viene svelato, mappata è la vita dell’uomo, segregata su carta che diverrà solo cenere, attorniata dalla brillante maestosità del cosmo. Ancora tendiamo ad arrampicarci su bastioni privi di contenuti, errori ortografici punteggiano il nostro cammino, e rendono il nostro saggio disquisire una parabola con sentore di resina e ambra essiccate. Il profumo dell’etere stordisce anche le menti più preparate, ma infiamma in non ultima analisi quelle ceneri che tanto risplendettero al loro bel tempo di vivacità ed ingenio. Adesso, nell’ora dell’Hordo e del Concilio, quando le guerre più che uccidere intrattengono e riportano le finanze al giusto equilibrio, ora che le malattie risultano essere più letali di una caduta nel vuoto, e che ogni piccolo infante conosce più di ogni antico custode, si potrebbe affermare che sia stato raggiunto un equilibrio tra materia ed immagine, fortezza e spirito insoluto. Ma così non è, la verità, Ultima Tule per i mortali, rimane ancora enigmatica, inesplicabile, arroventata di pudore edonistico e di sembiante orgiastico. Inutile, futile, ambiguo, arretrato e simbiotico. Solo alcuni. Un sistema di parassitaggio a regola d’arte, privo di remore o timori, solamente atto al perseguimento di quell’ideale che da sempre, nei secoli bui o nelle epoche del luminoso oro i mortali di questo sasso del cosmo ricercarono, per cui intrattennero gli amori e le lotte, per cui uccisero e rimasero tali, per cui tentarono di rassomigliare agli Dei e sconfissero Fato e Libertà. L’unica verità, è che non esiste alcun miraggio, alcuna scintilla mai più brillerà, alla fine del corpo. Il rogo dell’anima è già cominciato, ora basta attendere il momento opportuno…

2 Commenti a “Qualche scintilla di verità, sopra ceneri di umanità… [Ovvero l'incipit del viaggio dell'anima]”

  1. Anna R. De Santis dice:

    Non è facile lettura, le parole e le frasi sono piuttosto pesanti da assimilare, e mi pare che si legga senza coglierne il senso via via. Però, terminata la lettura, resta l’impressione data da quelle parole e da quelle frasi, e il senso si comincia a formare, come dopo aver osservato un dipinto a tinte forti e al tempo fosche e col disegno non delineato. Forse non si coglie bene il contenuto che l’autore ha voluto metterci, ma qualcosa viene stimolato ad uscir fuori da sè stessi. E anche così un’opera può dirsi riuscita. D’altra parte mi pare che tu voglia di proposito restare ermetico e muoverti sul simbolico.

  2. gael dice:

    Ringrazio per questo commento studiato!

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