parole sfuse da mettere nel forno a cuocere

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Ero un artista del sonno

Pubblicato da nihil il 19 settembre 2009

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Ero un artista del sonno

Da giovane ero un artista del sonno, bastava che posassi la testa sul cuscino e mi addormentavo di colpo. Ora in vecchiaia non dormo più, me ne sto sveglio e i ricordi hanno modo di affollare la mia mente.

Non ho capito bene, però, se sono i ricordi che mi tengono sveglio o se ricordo perché sono sveglio.

Sta di fatto che nel frattempo ho avuto modo di studiare la situazione e di pormi certe domande.

In primis, ci sono certi ricordi che non servono assolutamente a nulla e non si capisce bene perché siano stati registrati, come quello per esempio del figlio della mia balia che si faceva la barba. Abitavamo in una fattoria in collina, i contadini lavoravano tutta la settimana e la domenica era una vera festa.

Assistevo a una specie di vestizione rituale: accanto alla finestra di quella enorme cucina Fiorenzo faceva la schiuma per la barba in un pentolino di alluminio con un pennello così grosso che a fatica  stava in mano, specchiandosi in un cosino così piccolo che credo vedesse un pelo per volta. La saponetta rosa aveva un odore strano, mio padre lo definiva sapone della serva.

Si insaponava tutto e quasi con religione si radeva , mentre i suoi occhi brillavano di aspettativa. Questa aspettativa gioiosa era ovviamente costituita dalle ragazze che avrebbe incontrato a messa e poi accompagnato a fare due passi. Cose da nulla, ma cose da tanto…se avesse concluso almeno con  un bacetto o una palpatina!

Ecco, questo ricordo, nell’economia della vita non serve a nulla, se non a occupare spazio mentale, mentre mi sarebbe stato decisamente più utile ricordare dove avevo messo la busta della pensione invece di  ritrovarla occasionalmente dopo un anno.

L’avevo nascosta sotto la carta che fodera un cassetto, per paura dei ladri e poi non me ne ero ricordato più. Probabilmente i ladri l’avrebbero trovata subito, io dovetti aspettare invece la casualità del destino. Avevo persino guardato nella spazzatura, prima cosa che faccio quando non trovo qualcosa, non si sa mai, so di essere vecchio, distratto e un poco rimbambito.

A volte ho la mente così affollata di ricordi che mi viene voglia di creare un certo ordine, come se il cervello fosse una stanza piena di cassetti.

Non ho mai trovato il metodo giusto, però. Ho provato a metterli in ordine di altezza, ma ho scoperto che i ricordi non hanno un’altezza, sono praticamente solo orizzontali; a volte hanno uno spessore, ma più che altro, sono le emozioni a loro legate che hanno questo spessore, perciò finirei per organizzare loro e non i ricordi.

Ho provato a metterli in ordine alfabetico, ma inevitabilmente non potevo rispettare l’ordine cronologico; rischiavo di ricordare  gli anni del militare prima di quelli dell’asilo. Sì, potevo imparare a memoria questo ordine, ma così avrei avuto un ricordo in più da catalogare e non avrei saputo deve metterlo.

In una notte d’insonnia decisi di fare un archivio in base ai colori; mi pareva una bella idea. Colori estivi, colori invernali, ecc. poi non ne feci di nulla perché non essendoci più le mezze stagioni, mi dovevo adattare a due soli colori e venivano praticamente due pacchi così grossi da essere di difficile consultazione.

Che ora è? Uffa sono le tre, ma quando finisce la notte?

A volte mi alzo e guardo la TV. Ci sono dei programmi incredibili: tempo fa ho seguito verso le due  una lezione di fisica nucleare, naturalmente senza capirci nulla, ma mi domando  chi  seguirà mai questi programmi., mentre noi si paga il canone per queste assurdità.

Almeno mi avessero fatto venire sonno!

Più spesso ci sono filmati di lesbiche, sai che me ne frega! A 85 anni poi, non è il massimo del mio interesse.

Sono qui e ancora non dormo, mi rigiro nel letto come uno zombie in attesa che venga allargata la lapide per uscire allo scoperto. Che noia!

Tornando ai ricordi, ho provato anche a dividerli  in gioia o dolore. No, meglio di no. I due pacchi erano troppo patetici, quello delle gioie era troppo piccolo, mi intristiva assai.

Ho realizzato questa notte che le memorie passate sono purtroppo maggiori di quelle che il futuro mi permetterà di registrare. Mmmmhhh, brutto segno.

Ecco, sì, potrei fare un archivio in base ai profumi. Ma perché non ci ho pensato prima?

Rispetterei anche l’ordine cronologico: per primo metterei l’odore del grembiule nero della mia balia, quando mi prendeva in braccio. Sapeva di sapone di Marsiglia e lei aveva due puppe così enormi che mi facevano da cuscino.

E il profumo di salmastro di quando ci trasferimmo al mare? C’era una balera dove noi giovani degli anni venti ci riunivamo ed io aspettavo tutta la sera che lei mi guardasse, e poi aspettavo la sera seguente e poi di nuovo la sera seguente…

Aspettavo fiducioso, ciò che non avveniva mai, ma pago già di quella speranza.

Ricordi, ricordi, ricordi, che noia, ma perché sono costretto sempre e solo a ricordare , mi fanno male, sono cose passate e mi dicono che anch’io sono passato! Mi viene da piangere.

Che ore sono? Solo le quattro.

Sento qualche uccellino che inizia già a cantare.

Aspetterò ancora un poco poi mi alzerò, e in ciabatte e scialletto andrò in cucina a farmi una camomilla o forse un poco di orzo bimbo. Già, sul barattolo c’è scritto Orzo Bimbo, è chiaro che Orzo Vecchio farebbe schifo solo a pensarci, come le cose vecchie o gli uomini vecchi.

Oggi però bisogna assolutamente che prenda una decisione, non posso andare avanti così, a bischero sciolto, con questa disorganizzazione.

Penso che metterò i ricordi così come vengono, in ordine sparso, un poco in cucina, un poco in salotto e forse qualcuno in anticamera. Nessuno avrà nulla da dire per il disordine e in fin dei conti loro sono gli unici amici che si ricordano di me e che mi vengono a trovare.

Un commento a “Ero un artista del sonno”

  1. andrea dice:

    Ciao Nihil!
    Che bello che sei tornata a trovarci:)
    Divertente questo tuo, dal tono leggero che contrasta col contenuto.
    Grazie per avercelo fatto leggere!

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