L’indifferenza

Una raccolta www.storydrawer.org

PICCOLO GRANDE UOMO, GRAZIE

Pubblicato da charly11 il 11 marzo 2008

Scarica come ePub

1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars (Nessun voto)
Loading ... Loading …

E’ solo per scatenare gli impulsi che mi vengono dal cuore che scrivo queste parole. E hanno dedica alcuna. Sono solo per me, per ricordare e sorridere, ora che la vita da tempo è tornata a fluire dentro di me. ..Attraversando quei vialetti lunghi e perfetti, seguendo linee orizzontali e verticali che si incrociano senza un punto d’incontro. Guardando quegli alberi alti e sempreverdi.
Sorridendo perché posso finalmente gioire con loro, con tutti loro…che mi guardano e che mi hanno capito. Piccoli cori di uccelletti che cinguettano in mezzo alla quiete. E un pianto liberatorio, di gioia infinita….
Le sue parole, dolcissime, di molti anni fa….“Non è più mia.
Nostra almeno.
D’altri i pensieri e le carezze,
altrove il sogno d’una vita piena,
e le speranze.
Nuovi i colori di un nido
ove giacere,
stanca, per trovar nuova lena, ed ascoltar la pioggia
che scroscia fuori, al freddo.”
…il tempo che scorre ed i pensieri che si accavallano inquieti ed un pò tumultuosi…“Il primo amore è sempre il più triste: Quei due occhi che giran per la casa e brillano sotto una porta; quel viso benedetto ed indifferente che splende ovunque; quel colore del suo vestito, di casa, il suono di quella voce, oh di quante subite apparenti morti non sono causa! pallori, rapimenti, battiti violentissimi del cuore, e poi i suoi primi discorsi, lacrime!…”…apoteosi di una vita bellissima dove il cuore ha spesso celato la mente, fingendo quasi di non battere, forse per un antico vizio di sopraffazione. E di nuovo lui, che mi ritorna in mente, splendido uomo, dolcissimo, che mi parlava in una stanzetta piena di cartacce e di inutili fogli, e diceva così:“Nel mezzo ai miei
pensieri
quando morivo,
c’eri soltanto tu.
E non dovevi.Non eri il volto della mia donna,
dei figli miei.

Dura, superba,
un nastro d’argento,
una carezza,
un dono per te.
E per te mille luci, mille colori,
l’anima mia.

E quando ancora
morivo,
ritornasti,
e ancora,
ultima e prima amante,
io ritornai da te.”….dolci parole che solo per me voglio tenere, perché quell’uomo diceva soltanto la verità e pensava sempre a qualcosa di bello, con quel suo cervello in continuo tumulto…
…io lo ricordo distintamente ed amo addormentarmi ricordando i suoi insegnamenti, le sue parole, sempre allegre e piene di vita…una vita negata, ma non per questo vissuta male…
..e le lacrime sono di gioia, di quella gioia bellissima che riesce a entrarti dentro, dimenticando ogni cosa ed ogni pensiero che non sia la vita. Da solo: non importa. Ho lui e tanti ricordi, che il tempo non potrà mai cancellare, come una vita, vissuta tra ombre, ma rifiorita al nascere di un’anima nuova, di un futuro più bello, di una voglia di vivere mai provata, forse perché un tempo perduta…e rivedo quei tavolinetti di una piccola osteria, un lume di candela e poi…l’amore…travolgente, incredibile, superbo….e le lacrime sgorgano, mentre mi accorgo che il mio antico volto sorride, sorride di felicità, perché ho capito. Ho capito che la vita è quella che mi sono meritato, nel bene e nel male, come forse mi aveva predetto quel piccolo grande uomo che mi parlava per ore, ridendo e scherzando su tutto, ma dicendomi: “guarda che ti seguo…anche se so chi sei e mi sembri una persona giusta…”...Fu l’ultimo a ricordarsi di me allegramente ed io lo voglio qui ricordare perché mi è stato vicino, come io lo sono stato per lui, fino all’ultima ora, all’ultimo minuto, all’ultimo secondo. In una stanza buia e silenziosa, ma rischiarata dalla sua luce...grazie piccolo grande uomo e mio dolce complice di quando uomo ancora non ero. Mi hai donato il tuo bene più prezioso ed io ho cercato di cullarlo, sbagliando ogni volta perché, nella mia inquietudine strana, non avevo capito.
Ma ora so. E ti ringrazio, se mi senti o mi vedi. E ti abbraccio come se ancora tu fossi qui a vedere le mie lacrime di gioia immensa, anche se con il cuore indurito, diventato di pietra. Come vorrei che restasse.
Un solo ultimo battito. Un’ultima pulsazione e poi un sibilo continuo lento, ed una diagramma piatto, irreversibile e finito.
Grazie. Grazie davvero. Mi hai ridato la vita, facendomi tornare ad amare con la voglia e la grinta di tanti anni fa. Ma col rispetto di un uomo ormai vecchio e rassegnato a tacere, restare in silenzio e pensare soltanto ad altri cuori e ad altre pietose bugie.

Lascia un commento

XHTML: Puoi usare questi tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>