Favole Metronapolitane

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Storia Di un Amore Perverso

Pubblicato da Domenico De Ferraro il 8 giugno 2018

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STORIA DI UN AMOR PERVERSO

DI DINO FERRARO

Il mio amore vacilla nella notte, con tutto il suo affanno con una sorte che avversa per incerti lidi si desta ed ispira mille versi silenti nella bell’aura che adunca, incorona il mostro che ognuno ha in se nascosto. Oscurità che si evolve in vaga congetture .Nelle varie vicende umane, nella morte che ho visto riversa per terra , dolente nella sua indole segreta , prigioniera di moti dello spirito che s’infrangono all’ estremo di un ossesso. Seduta lì ad un angolo di strada una bellezza sofferta. Che si confonde in mille forme avviluppata a serpenti piumati tra linee ed ombre amene . Ahimè la morte è solo l’inizio di questo viaggio. L’inizio della mia storia di uomo che vive in mille persone qualunque . E tutto avrebbe potuto essere bello come l’essere che gioisce di conoscenza e ricchezze di bellezze remote, eremite donne del mio intelletto. Ed anche io corro incontro al mio destino nell’incredibile gioco funebre che mi trascina sull’orlo della follia ,che orrido m’appare ed ho paura di varcare i cancelli dell’eternità .Rimango estasiato come un bimbo abbandonato dalla madre fuori la grande chiesa sepolcrale ed i grandi santi di marmo, lisci e perfetti che adornano le facciate delle vetuste chiese mi guardano dall’alto. Seguo la signora dal grande sedere che ancheggia nella storia infida, figlia della libertà di milioni di genti fatta di uomini e donne ,di signori, di alti lignaggi , di emergenti , sacre esperidi sorgono sopra la storia di milioni d’animi . Infermi , poveri,cani che saltano il pasto che abbaiano, ridono ti raccontano della loro vicenda canina. Che tutto il resto sia poca cosa, sia questa amore dalle mille facce . dalle mille virtù. Fatta di giorni pigri che si sommano all’attimo, all’amore cortese per una donna cosi bella che ti fa girare la testa. Ti fa girare i coglioni mentre copula e ti tradisce con il primo che gli capita a tiro. Ti tradisce con il vinaio ed il macellaio ed il portiere con l’’uomo di colore. Ed ella soddisfa le sue voglie i suoi perversi bisogni le sue mature voglie che si evolvono in artifici sessuali , in giochi onirici . Vive ella in versi scanditi nelle preghiere dei santi che cantano della loro santità nell’aria tetra, nell’aria densa di smog.
Sono io che desidero o il resto del mondo mi spinge a cadere nelle sue braccia in una insana volontà nata da una estetica celeste.
Amico non guardare in basso dove vivono le tante illusioni guarda dove hai ripreso a vivere, dove hai cercato te stesso.
E sono qui dentro la metro che mi masturbo mentalmente tra virtù e dubbi apologeti . Ed ammiro le gambe di una grassa polacca che apre le gambe e mostra le mutande ed una gran voglia di fottere.
Forse sei rimasto troppo indietro, corri appresso ad una vana ragione non ti perdere amico che potresti morire di quell’amore senza senso.
Ho voglia di bere un caffè.
Andiamo al bar della stazione,caldi croissant e nero caffè bollente per riscaldare quest’animo inquieto .
La stazione è un luogo ameno dove in tanti cercano l’amore s’incontrano nella loro triste esistenza , si incontrano nel nome di un dio che ha dimenticato d’essere padre che non ha piu voglia di essere se stesso e si rinchiude nella sua bella novella nella favola bella che scrissi seduto in strada a guardare la gente che passa.
Un poeta senza storia che amava una donna cannone una pingo pallina che non lo cacava nemmeno.
E lui si struggeva nel pensiero di essere bello quanto lei.
Prendi un caffè o una birra
Non lo so prendo preferisco un treno che mi conduca lontano forse dall’altra parte della città. Dove vivono gli uomini metà demoni , metà cavallo, che li possono ammazzare.
Non devi credere che ti vogliamo isolare.
Lasciarti andare alla tua disavventura e nella favola di un dio che ci rinnegato entrambi si continua a credere che c’è la possiamo fare ad uscire dal buio.
Ero piccolo quando scrissi il mio primo verso.
Di versi amico di quelli belli si possono scrivere a qualsiasi età.
Già come mi dispiace non poterla abbracciare quell’amore ribelle stringere a me il suo corpo.
Vedi la morte è solo la porta per una nuova vita ed oltre andiamo ed oltre cerchiamo, questo amore che tu dici malato e senza volto.
La folla insegue una folla di demoni di dannati cantano la loro esistenza cantano nel primo mattino.
Cantano le ore che hanno goduto .
Non ci sono scusanti nessuno è salvo amico.
Tutti siamo stati santi , tutti siamo stati traditi da un sentimento oscuro.
Non voglio morire come l’ultimo de balordi in un vagone di un treno che corre veloce verso il nord, nella notte fredda nella gelida sorte che mi insegue sulle rotaie argentee.
Ora chinati a raccogliere questa carta sporca in cui è scritta la tua storia.
Provo a capire poi decido .
Non metterci molto
Vedo di sbrigarmi .
Ti chiamo piu tardi
E la folla è sempre più grande , sempre più strana tra ella c’è la donna cannone, c’è il saltimbanco, c’è il signore che dice di essere un dottore , c’è questo e quello ed io vengo spinto verso le fosse ardeatine dove mio nonno perse la vita per aver sputato in faccia ad un tedesco del sud Tirolo.
E mi sono tagliato la barba ed i baffi . Ed ho tinto di rosso i capelli e messo un orecchino d’oro . E quando mi trovo davanti ad un sacerdote questo prega per me e reclama la mia anima al diavolo. Non posso continuare a fingere d’essere morto così salto il fosso. E mi trovo accanto ad una matura americana del New jersey che m’invita a bere con lei cosi bevo la mia coca con dentro una polverina che mi fa sognare , lei mi tocca i testicoli mi tocca il cuore ed il mio pene cresce a dismisura tanto che sono costretto a nascondermi . E mi sembra di essere un pollo un gonzo, forse un bonzo e vorrei ritornare indietro a quando ero giovane e rincorrevo ideali simili a vermi che vivacchiano nella carcassa di un vecchio cadavere . Vorrei, ma soffro troppo e godo. La tardona americana dopo avermi riempito di baci dopo avermi succhiato la cappella mi porta con se in giro sulla carrozzella ed io rido , rinasco e mi sento l’ottavo re di Roma.
Vorresti venire con me in America . Ti faccio fare una bella vita. Mi scoperai tre volte al giorno ed io ti compro una casa di quattrocento metri quadri.
Io vorrei andare in America ma non posso lasciare mia moglie.
Perché, vieni , scappa con me vedrai non te ne pentirai.
Vorrei ma il rimorso mi frena .
Ti frena con questo pene, potresti fare una fortuna colossale.
Oggi mi accontento di farmi un giro in carrozzella .
Mi accontento che tu mi succhi di nuovo la cappella.
Per questo non ci sono problemi, quando vuoi e quando desideri. I sogni non hanno età . Il sesso è una breve illusione come questa strada affollata, nasconde mille mostri, mille persone infide .
Accidenti sono proprio fortunato.
Lo puoi ben dire.
La tardona americana è una tipa tosta ha due grandi seni un cospicuo conto in banca. Ha un buco del culo , lungo come un tunnel che attraversa questa vita in ogni modo possibile. Lo puoi attraversare, sognando, ridendo, correndo, provando odio e forse un enfatico desiderio di essere un suo amore . E forse mi piace tanto , forse miro a conquistare il suo conto in banca . E lei continua a pagare cene e continua succhiarmi l’uccello ed io mi sento al settimo al cielo quando l’abbraccio e la penetro con il mio grande pene il suo bell’ano. Lei gode , si gira , mi bacia , mi stringe , mi dice i love. Io continuo a fotterla con tutta la mia forza. Continuo a scopare e a pensare mia moglie ed i miei figli e la cappella si ingrossa a tal punto che diventa una basilica, una rosea cupola di una chiesa. Che cretino penso ero un santo , sono diventato un dannato. Non ho più nome non ho più dignità . Sono questo folle amore che contro il tempo nel piacere consumato, nella gioia cercata avvince il mio credo e la mia ragione di uomo.
Non avere paura vieni con me .
Non tirati indietro mi piace sentire il tuo fiotto di sperma che entra in me.
Mi sento come un cane o forse un angelo .
Forse sto morendo.
Ed ora perché non mi canti una una bella canzone italiana?
Ed io canto o sudato ‘nnamurato mi giro ed ammiro dalla finestra la città dormire nella sua storia , con le sue leggende , con il fiume che l’attraversa. Con tutte le sue disgrazie . Immersa in quella musica soave che sale dal basso. Con i suoi rancori. Con la signora che ama e non paga. Con il buffone che vola nel cielo di Roma, attaccato ad un filo sottile di un palloncino colorato. Un palloncino blu forse verde , simile a versi colori , simile alle stimmate di un santo eremita . Ed io sono di nuovo in strada e la tardona americana mi rincorre con le mutande abbassate mi chiama mi dice boy fermati ricominciamo. Non lasciarmi in questo inferno di voglie in questo mare di desideri . Ed io non ho piu voglia di volare e mi rotolo una sigaretta , fumo , continuo a fumare fino a scoppiare. La mia cappella è divenuta piccola e la tardona se persa nei miei sogni di uomo maturo.
Cosa è questa vita , cosa è questo scendere , risalire dentro un viaggio, dentro un amore incredibile , dentro una storia assurda . Ed io ho amato e gettato dietro di me una possibilità di poter essere felice con quella bella tardona. Avrei scopato giorno e notte sarei stato felice, avrei fatto l’amore tutto il giorno e non avrei piu lavorato. Sono pazzo a rimane con mia moglie , con i miei figli ed il prete della mia parrocchia mi ha tirato l’orecchio , mi ha detto che la debbo smettere di essere un adultero di tradire mia moglie con le vecchie straniere. Ma questa mia passione non riesco a reprimere , questi sentimenti sono come la mia storia di uomo che non sa volare e si mantiene in vita bevendo e correndo contro uno strano destino , contro una storia che mi regalato un attimo d’amore , con questa mia volontà di credere e crescere .Di voler continuare a cantare questo amore che provo ed inseguo e raccatto strada facendo . Nella mia incerta visione. Rimango un dandy, un uomo che sogna di vivere un amore che non ha prezzo . Ed il mio pene e figlio delle mie pene che m’ ispirano canti che mi conducono ove la morte non ha rispetto per nessuno. Canto una amore incompreso ,ed io non ho più l’età per aspettare le mille trasformazioni, le mille bellezze che suscita la lieta compassione. E come il fiume , come il cielo capovolto dentro un bicchiere di vino nella bella visione di un panorama che ti fa rimanere incosciente , ritorno fanciullo.
Ed io ho dato un calcio alla fortuna, ho detto addio alla bella grassa americana e al suo bell’ ano . Ora canto e non mi do pace . Ora vivo e mi ubriaco dalla parte della stazione centrale. Piango a volte pensando alla fortuna che ho avuto e non ho fatto mia . E mia moglie mi telefona tre volte al giorno mi dice perché non parlo più come una volta. Io non so cosa rispondergli. M’invento strane storie ed ho un rimorso chiuso nel mio cuore . Una morsa stringe il mio pensiero che naufraga in mille storie ed in mille viaggi tra volti e d idilli io vivo e continuo ad attendere di rincontrare la mia amata tardona. L’attendo alla stazione , all’aeroporto. L’attendo dentro la nostra camera d’albergo mentre continuo a cantare a bassa voce da solo ò sudato ‘nammurato.

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