Metanopoli

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Vanno, sotto il cielo di tigli, auto fragorose,

incuranti del profumo del maggio

rombano le moto in ripresa.

Qui, dove la brezza muove i disegni del sole

sul suolo del bosco, cammino, tacendo,

incerto sul dove sostare, infine una panca

m’invita al riposo, in un concerto di cince,

di merli, di passeri e storni.

Nel bosco di tigli riposo, nel frastuono

dei mezzi pesanti e leggeri, degli aviogetti

e di tutti gli uccelli, nascosti e ciarlieri,

mentre le onde leggere del respiro dei tigli

mi avvolgono di un profumo, sereno,

ma già venato di un calmo rimpianto

del passato risveglio, che dal suo divenire,

non dal permanere, trae senso ed orgoglio.

Milano 29-05-2009

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4 Commenti a Metanopoli

  1. andreaandrea dice:

    Ciao Bernardo,

    al solito, la mia capacità di commentare poesie è molto limitata. Però “le onde leggere del respiro dei tigli” hanno fatto risuonare qualcosa :)
    Grazie per avercela fatta leggere.

  2. janblazer dice:

    Ciao Bernardo..
    l’ atmosfera che si respira in questa poesia è di voluto contrasto tra i segnali che ci arrivano da quel progresso indiscriminato che uccide la natura..e la natura stessa che cerca di difendersi e ribellarsi da questi attacchi come può..
    Molto particolare il finale.. musicale..poetico..leggermente ermetico..che però mi lascia dei dubbi interpretativi..
    Un saluto..
    Jan

  3. bernardodaleppo dice:

    Caro Jan, il senso del finale, nelle mie intenzioni, vuole mettere l’accento sul profumo dei tigli che giunge a ondate e se ne và, così come la primavera, che ha tanta importanza proprio perché è passeggera, così un profumo che fosse costante non sarebbe più tale.
    Allo stesso modo il presente, istante per istante, è già un rimpianto del passato e una speranza del futuro. Potrei forse riferirmi al taoismo, per certi versi, ma il discorso sarebbe lungo.

  4. gigi dice:

    Solo da due giorni faccio parte di storydrawer quindi non ho avuto modo di leggere le storie o le poesie degli altri.Tu hai commentato la mia poesia e,dunque, incuriosito, ho cercato di te. La tua Metanopoli mi riportato a Milano anni ’60, alla frenesia alla quale non ero abituato nella mia Sassari sorniona, al Parco Lambro che visitavo per trovare un poco di pace.La tua poesia è molto bella e il riferimento al tempo che passa, ma solo per un tempo migliore mi fa capire che non sei un nostalgico dei tempi andati.Molto bravo.Ciao

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