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La Favola Dell’Albero Di Natale

Pubblicato da Domenico De Ferraro il 3 dicembre 2013

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L’ALBERO DI NATALE

Con l’avvicinarsi delle feste natalizie come ogni anno il signor Alberto Natale incominciò a girare negozi e mercatini per trovar gli oggetti adatti ,più curiosi ,ninnoli e gingilli mancanti per addobbare il suo maestoso albero natalizio che avrebbe dovuto far morire
d’ invidia tutti il vicinato, un albero così grande come non sé ne era mai visto da secoli una cosa da far schiattare d’invidia tutto il vicinato, che avrebbe fatto rimanere a bocca aperta ogni passante o ospite che avrebbe messo piede nella sua umile casa .Un albero bellissimo dai rami lunghissimi sarebbero usciti fuori dalle sue finestre, ricolmi di palline e stelline ninnoli e campanelli. Avrebbe fatto un grande albero ma non avrebbe fatto mai e poi mai il presepe. “Il presepe non lo voglio fare non m’interessa voglio fare solo l’albero ,andava ripetendo a chiunque incontrasse per strada o si trovasse a parlare nell’approssimarsi dei giorni dell’avvento giù al bar degli amici dove andava a giocare a briscola . “Voglio comprare un albero enorme addobbarlo come non se mai visto un abete meraviglioso pieno di luci, voglio fare l’albero più bello di questo mondo, tutti dovranno dire quando lo vedranno e meraviglioso, bellissimo, “ Lo riempirò di tante
luci che lo potranno vederlo rilucere da ogni luogo del globo dal polo nord al polo sud. Di presepi in vita mia ne ho fatti tanti , per quest’anno basta faccio solo l’albero , alto così alto che dovrà toccare il cielo così potrò arrampicarmi , scendere ,salire portare doni a chi lo desidera . Il mio albero unirà il cielo alla terra simile ad un ponte congiungerà la morte alla vita così magari si potrà andare nell’ aldilà a vedere come sé la passano ,salutare qualche anima pia , un amico defunto ,una persona cara. Lo farò pieno di luci intermittenti con tanti giochi di luci, dai svariati colori .I giorni che passarono Alberto di notte nei suoi sogni incominciò ad avere strane visioni , ora un pastore con una pecora sulle spalle veniva a bussare alla porta del suo dormiveglia “ la prego signor Alberto faccia il presepe come faranno le mie pecorelle a vivere non potranno più brucare la tenera erbetta sopra i monti di marzapane , mangiare il dolce trifoglio , se non fa il presepe come potrò mungerle ,come farò a guarire la mia pecorella zoppa. Alberto nell’udire quei lamenti si svegliava di colpo correva a farsi una camomilla e continuava a ripetersi : no non farò mai e poi mai il presepe, quest’anno farò solo l’albero ho deciso e ritornava a dormire. Durante una notte dopo che lui aveva passato tutto il giorno a decorare l’albero di mini luci nel bel mezzo della notte venne un fornaio orsù gli disse fate il bravo Alberto fate anche questo anno il presepe la gente ha fame i pellegrini debbo mangiare son stanchi del viaggio sé lei non fa la grotta del panettiere dove io cuocio il pane ,cosa mangeranno i pellegrini ed i viandanti. Di li a poco sbucò anche la vecchia delle caldarroste ed io ho raccolto questo sacco di castagne con le mie mani sopra un monte aspro per la gioia dei passanti , ed anche i vari venditori ambulanti si lamentarono nel sogno d’ Alberto lei toglie il pane dalla bocca a nostri figli sé non fa il presepe come vivremo noi . Alberto a queste lamentele nel suo dormiveglia si svegliava di colpo e correva in cucina a bere un bicchiere d’acqua. Vogliono costringermi a fare il presepe no mai e poi mai quest’anno faccio solo l’albero . Fermo nella sua decisione durante un pomeriggio freddo ,mentre leggeva un libro nel suo salotto sentì bussare alla porta . S’alzo ed andò ad aprire con sua somma meraviglia vide davanti a sé i tre Magi senza cammelli . Buongiorno gli dissero i tre Magi .Buongiorno rispose Alberto ,cosa posso far per loro disse .Vede caro disse il più vecchio dei tre . Ho mi scusi mi presento mi chiamo Baldassarre , lei permette possiamo entrare vorremmo parlare con lei d’una annosa questione. Prego entrate desiderate una tazza di the .? Si grazie rispose Melchiorre con due cucchiaini di zucchero ed una fettina di limone . A me piace molto dolce . Prego accomodatevi come posso esservi utili. Vede disse Baldassarre riprendendo la parole noi siamo degli ambasciatori , veniamo da tanto lontano vorremmo dirle a nome dell’associazione amici del presepe di fare come ha sempre fatto il presepe per il bene di tutti , lo sappiamo lei non ha più fiducia nell’umanità in generale vorrebbe fare solo l’albero ma
ci pensa alle conseguenze del suo diniego ,del suo atto scellerato quante persone ne soffriranno , per non parlare poi di quella pia madre di quel santo padre non vedere sorridere anche in questa sua casa il loro divino bambino concepito con tanta fatica ,tra tante peripezie
e sacrifici , sfuggire al male mi creda è dura. Luce, speranza per ogni uomo di buona volontà salvezza nel periglioso cammino dell’esistenza vita che scaccia l’ombre della morte, nasce povero in quella notte fredda per essere così figlio di tutti . Ritornare ad essere bambino , come lui ,innocenti più buoni non crede signor Alberto non è questo un buon messaggio? Non so che dirle mi prende di contropiede , non pensavo di far del male non facendo il presepe.Poi guardi ,quanta strada ancora ci tocca fare abbiamo dovuto deviare , allungare la marcia di tre giorni per venire a casa sua dopo aver saputo della sua avversione . Abbiamo con noi i regali a chi mai li daremo questo nostri umili doni , ma ci faccia lei quest’anno forse il più bel regalo a noi mai fatto. Vedrà così felici tre poveri vecchietti ,prepari anche lei il presepe
c’ ascolti vedrà ne rimarrà contento e quando giungerà l’epifania ci potremo rivedere, salutare ,scambiarci qualche regalino non trova?
Non so vedremo , non sono molto convinto , vedrò cosa posso fare adesso non prometto nulla dovrò pensarci su .
Gaspare si fece avanti ed abbracciò Alberto e disse : Il presepe è lo specchio della vita, mio caro amico. Sia buono gli sussurrò nell’orecchio prima d’andarsene . Arrivederci caro ci pensi su non faccia passare molto tempo Natale e assai vicino ,disse Baldassarre.
Non passò molto tempo che senti bussare di nuovo alla sua porta s’alzò ed andò ad aprire era un signore dalla lunga barba bianca con un grosso cappello in testa, buongiorno disse il venerabile vecchio .Cercate qualcuno in proposito disse Alberto confuso.
Si disse il vecchio cerco il signor Alberto Natale . Sono io come posso esserle d’aiuto? Prego s’accomodi non rimanga sull’uscio una tazza di the?No grazie preferisco un buon caffè, un espresso napoletano. Dunque caro Alberto vengo subito al sodo sono qui per capire perché quest’anno ti ostini a non voler fare il presepe ,qualcuno ti ha fatto un torto, ti ha mancato di rispetto ? dimmi provvederò a risolvere ogni cosa. Mi sento confuso ,perseguitato , da poco sono andati via i tre Magi ho provato a spiegare le mie personali ragioni. Vedi non che io non voglio fare il presepe perché ho subito un torto e per voler cambiare, sentire queste feste in modo diverso l’albero cresce ,germoglia dà alla fine i suoi frutti ,origine della vita vederlo ornato di palline colorate di regalini appesi m’intenerisce assai, io solo questo voglio fare, nient’altro.Comprendo ma questo tuo rifiuto purtroppo ha causato un sacco di problemi nelle paese dei balocchi ed io ho dovuto scendere fin qua giù dalle cime dei monti innevati , mettermi il cappotto pesante e venir a parlar con te di questa storia a quattrocchi dopo che sono venuti a lamentarsi tutti i pastori, il vinaio, i soldati perfino erode che è un superbo di natura quando ha saputo che tu non volevi fare il presepe sé messo a piangere. Per non parlare poi di Giuseppe che mi ha tanto commosso. Ha detto che era colpa sua sé non ispirava comprensione affetto poiché non rappresentava più l’esempio del buon padre di famiglia.Alberto per favore non arrechiamo dispiacere a nessuno
fai il presepe t’aiuto io se hai pochi soldi domani te li mando tramite Gabriele, d’accordo ? Va beh come posso rifiutare , ma ditemi voi chi siete ?Alberto mio non mi hai riconosciuto io sono Babbo Natale. Perdonatemi sé non vi avevo veramente riconosciuto , vi ricordavo più grasso. Ho dovuto fare un po’ di dieta, invecchio anch’io ,cosa vuoi fare me la consigliato il mio medico , causa la pressione le preoccupazioni etiche e politiche, lo stress dei preparativi un po’ anche a dire il vero son vecchio e debbo riguardarmi la salute.
Mi deve scusare sé per qualche ragione vi ho mancato di rispetto . No ,ci mancherebbe cosa dici , ti perdono non aver paura in questi giorni dobbiamo essere tutti più buoni. Allora caro Alberto mi raccomando passiamo queste feste di fine d’anno in santa pace facciamo l’albero ed il presepe mettiamolo quest’ultimo sotto l’albero insieme ai nostri regali ,desideri e speranze per un domani migliore , sogno d’un bene che congiunge il cielo e la terra attendiamo la nascita e la resurrezione ,seguendo la natura del nostro essere diritti verso sera come in quella notte fredda piena di stelle il naturale evento che ci ricorda come in una misera grotta sia venuto alla luce l’innocente fanciullo continuando a crescere nel nostro spirito con lui nel senso di ciò che noi tutti chiamiamo e definiamo amore.

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