Favole Metronapolitane

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APRI LE BRACCIA E CORRI

Pubblicato da Domenico De Ferraro il 1 aprile 2015

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APRI LE BRACCIA E CORRI

Apri le braccia e corri, incontro al vento che mite soffia tra i rami degli alberi in fiore. L’inverno ci ha lasciati con mille dubbi, con un terribile dolore chiuso nel petto ,palpitante al suono delle note giulive, vibranti, parole , spensierate volano nell’aria d’aprile. Giunta la mite stagione , con lo sguardo perduto ad ammirare colorati passaggi , leggiadre voci , nel vento s’odono. Perduto nell’ oblio dei sensi , l’ombre della sera ,strisciando vengono , ingorde ,ossessive si radunano aggressive nell’oscurità plagiando ideali d’un tempo addietro e immemori sono i momenti trascorsi inseguendo i propri ricordi . Un urlo disumano s’ode in mezzo alle strade affollate , dove passano le auto , dove i passanti tirano diritto con dietro i loro problemi ,un orda di clandestini barbuti , impauriti sull’onde d’un mare agitato, approdano in questo antico porto , dove affonda lentamente questa nave carica di speranze . E con essa la storia che ha generato ogni cosa ,ogni lotta , ogni sforzo , ora giace sepolto sotto un mucchio di terra senza un nome , senza un epitaffio . Dorme la croce sull’alture del Golgota , ai piedi d’un monte tenebroso , sulle pendici innevate ove i stambecchi saltano felici ,rincorrendosi nel silenzio. Dorme il vecchio sognando un mondo migliore, meno crudele ,senza imbroglioni o assassini. Dorme ai piedi d’un monte , nel sorriso dei fanciulli , vestiti rosa e d’azzurro di corsa all’uscita di scuola .Meraviglioso pomeriggio ove si consuma questa passione , questo delirio di frasi senza metro , lasciate ad asciugare fuori al balcone ,insieme a vecchi indumenti . Un raggio di sole che penetra attraverso fitte oscure nubi a illuminare i tetti delle povere case ,delle chiese , dei palazzi , dei castelli pendenti sui colli dormenti . Morire e rinasce nello spirito della resurrezione ,nella speranza di generazioni future , verso nuovi traguardi . Alla ricerca d’una pace ,d’una breve illusione ,d’una dolce canzone , di un qualcosa che ti renda felice , senza continuare a sentire dentro di sé questa dolorosa sconfitta , tornare ad essere spensierato come un tempo ,abbandonarsi in mezzo alla folla, andare , perduto e lieto con i libri sotto il braccio, come si faceva da studente . Guardare curioso le vetrine , le belle ragazze , la gente proveniente da lontani paesi . Camminare , sorridere con te , tre metri sopra al cielo , senza aver paura di questa nuova primavera che bussa forte , fuori alla porta di casa e vuole entrare ad ogni costo a raccontare del suo doloroso , casto amore.

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