Favole Metronapolitane

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LE MAGICHE SCARPETTE

Pubblicato da Domenico De Ferraro il 7 gennaio 2018

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LE MAGICHE SCARPETTE

DI DINO FERRARO

Ieri sera per strada provavo un freddo intenso, sentivo fischiare il vento portato dalla bufera che grasso e meditabondo s’ubriacava di gioia di dolci illusioni , entrava nelle case in ogni negozio, sulle bancarelle illuminate , tra sorrisi e strette di mano alzava la gonna all’anno andato. E mentre il vento passava, grandi e piccini aspettano i doni promessi i più fortunati nei loro giacigli tra morbide coperte , i più sfortunati in scatole di cartone sotto i ponti al freddo al gelo l’arrivo della befana che la fa vedere a tutti e tutti sono allegri di quel calore che emana di gioia d’allegria, di una placida carezza. Eccola giungere tutto d’un tratto buffa e vecchia con un gran capello in testa tutta spettinata , tutta curve , brutta figlia di una stella cometa , madre di ogni uomo , madre bacucca , maldestra, sincera , scimunita nella sua malattia, buffa vecchina a cavallo della sua scopa , scende per il camino dopo aver attraversato paesi e terre desolate, sorvolato alti monti innevati , trasportare sulle sue spalle un sacco colmo di regali. Faticoso viaggio che compie ogni anno affrontando mille difficoltà per esaudire ogni desiderio di chiunque.
Avanti venite ,ci son dolciumi ci son mille e mille ….
oh fatto un sogno , che brutto era una vecchina che mi toccava.
Ed io mi son calata dentro un camino , sono entrata sotto una porta, quanti bambini ho visto dormire beati nei loro lettini..
Avrei voluto essere ancora un bimbo, ma poco tempo mi resta per sognare ancora.
I sogni non si comprano, le speranze si coltivano nell’orto , là nel campo dei miracoli spunta un fiore incantato ,prendilo.
Seguendo i tuoi sogni , le luci in lontananza brillano nel buio ,ascoltando la melodia dei canti natalizi , ognuno viaggia attraverso un magico mondo tra paesi minuscoli ,per giungere in un luogo incantato ove ogni casa è così piccina che ci vuole una lente d’ingrandimento per vederla , là tra i monti in tanti lavorano ,cantano e costruiscono un mondo diverso.
Nel paese dei folletti ove tutti son ciabattini alti non più di un dito birichini con tacchi a spillo , con una parrucca in testa , con una mano tanto lunga che t’afferra all’improvviso , ti fa godere , ridere ritornare giovincello , ragazzino , impertinente , un po’ ladruncolo con una corda sulle spalle che scavalca un cancello , sale sopra un grattacielo , la tra le rovine di un epoca, ammira l’orizzonte il ciel le nubi , i nuovi giorni che verranno , ammira di nascosto chi zampettando fa calzature alate , con tacchi a punta d’oro fino .
Oh che bello ne voglio un paio per mio figlio.
Non puoi averle lo sai, se non hai fatto il buono per tutto l’anno?
Qui lo giuro e non spergiuro, mai ho detto, brutta cosa.
Vai che ridi , cosa nascondi dietro la schiena ? un coltello molto affilato , tu nascondi il male e l’illusione , di essere ancora innocente forse sei nel vero , forse hai ragione figlio mio il dono più bello e quello del perdono.
Indossa anche tu le calzature miracolose che ti possono far camminare per anni e anni interi , senza mai farti stancare.
Migrare in altre dimensioni e mondi fatati , attraversare monti e valli innevate con ai piedi tale miracolose scarpe puoi ovunque arrivare . Puoi andare e giungere dove vuoi con tali scarpe, dove il tempo non ha confini ed altri visi , ed altre ingiurie , il perdono ed il dono più meraviglioso, quello che hai coltivato di nascosto nel campo dei miracoli . Amore si chiama, amor giocoso ,innocente , sincero che guarisce da ogni male che solo nel paese dei ciabattini nel il paese dei folletti e dei bambini abbandonati che hanno imparato un mestiere , guidati dal gran mago calzolaio, egli nasce e fiorisce . Folletti, matti, poeti, cantanti tutti insieme , essi fabbricano , aggiustano, creano scarpe prodigiose che regalano ad ogni persona bisognosa, desiderosa di farsi strada nella vita ,che sogna d’ andare lontano per giungere un giorno ad una meta ambita , ad una nuova dignità , ad una nuovo vivere in pace nella propria terra.
Scarpe che vengono fatte apparire di notte ai piedi del letto in umile casa ove vivono i più poverelli , per coloro che son privi di ogni bene .Appaiono vicino al proprio letto qualche volta appese al camino . Così al mattino il poveretto sbalordito dopo averle trovate li calza e camminando diventa un altro .
Oh che bello questa si che è una magia.
Ma su via tu racconti favole, che non hanno ali , fiabe che son come i sogni , svaniscono alle prime luci dell’alba.
Abbi fede figlio mio , un sogno è il canto dell’usignolo. Un bacio è un francobollo incollato sopra una busta spedita in lontane terre dove vivono e lavorano i propri amici .
Tu ti beffi di me , mi prendi in giro, giochi con la mia innocenza sei un folletto birichino, una creatura della mia fantasia.
Non ridere.
Sto fermo.
Non barare.
Chi ne ha voglia , giammai.
Ti dono una carezza.
Meglio una bellezza, un emozione in cui dentro ho visto un’altra esistenza.
Ti piace dormire ?
Apri gli occhi.
Non voglio.
Non gridare ti possono sentire.
Chi mai ?
Sono in tanti ,giganti feroci, ammazzaciccia, svuotabudella, magnatrippa.
Che terrore rimango in silenzio chiudo gli occhi , ritorno a dormire mi sforzo di volare via di continuare a correre dentro un sogno che d’ali azzurre mi porta in groppa, fin lassù sopra i monti innevati , dentro altre vite, dentro un cuore che batte forte e mi fa dimenticare l’odio e l’amore che mi trafisse l’esistenza che mi rese schiavo poi mi fece ritornare fanciullo. Ritorno a ricordare le poche calze appese, solitarie che si riempiono di ogni cosa tu desideri , caramelle , cioccolatini ,giocattoli , macchinine , telefonini , titoli bancari , rubini ,diamanti , pacchi pieni di ogni bene , ricchezze su ricchezze accumulate che non mi rendono felice . Cosi ho compreso che il bene non il denaro ma sono le scarpe magiche costruite nel paese dei folletti , scarpe vecchie che sono le nostre speranze , son le storie raccontate di notte ai bambini che hanno paura del buio , sono il sorriso degli innocenti figli degli ultimi di questo mondo , sono una passeggiata giù in centro citta , in mezzo alla gente , sono un desiderio di pace, una dolce canzone trovata in fondo ad una calza un po’ bucata che continua a risuonare nella mente che t’accompagna come una soave melodia per tutto l’anno che verrà.

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