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QUANDO L’AMORE MORDE

Pubblicato da Domenico De Ferraro il 22 marzo 2018

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QUANDO L’AMORE MORDE

Si ricomincia sempre da dove sei morto , quando l’amore ha messo a dura prova il valore di un uomo, quando la sorte ti ha trascinato tra mille dubbi tra una mano tesa un tenero sorriso tutto può accadere , vita cheta rosa , sorniona , trafitta nell’ anima , un giorno e tutto si spegne come un volo di gabbiani che vengono trascinati via dal vento verso isole deserte , verso questo amore disperato.

Ricordi tutto avrebbe potuto accadere avevi detto d’essere bella ma la morte ti ha tradita nel momento piu inopportuno
Ti ha condotto nel gioco di ombre bellicose, in nomi e titoli , scannate, saccenti , verdognole vergogne tra rigagnoli e sogni ove salta la rana canterina oltre lo steccato oltre quella siepe che divide ,perduto tra le nubi correre con il cuore in gola, verso la morte lungo quel baratro di emozioni che divide questo cuore dal suo ricordo lontano dal suo odio , avvolto in forme meretrice cilestre seducenti traditi da un altra gioco da un altro dire in timidi ricordi ed effusioni varie.
Forse avrei dovuto invitarti a casa mia
Avrei conosciuto tua madre
Sarebbe stato bello
Avremmo bevuto alla sua salute
Ci saremmo baciati di nascosto
Poi le stelle ci avrebbe guardato fare l’amore in un manto di colori tra le braccia di un viaggio tra corpi in fiamme morenti che si trascinano in questa vita infame.
Ricordi amore
Non tradirmi
Vieni domani a lavoro
Senz’altro
Ti ho cercata disperatamente
Ero dentro un tuo ricordo
Ero perduto nella mia vita
Eccomi ora di nuovo solo
Io la tua donna il tuo amore disperato
Eccoci dentro in questo vagone immaginario che ci porterà lontano cosi lontano chine di pensieri scumpinati chine di ricordi strappati dalla terra in cui siamo nati
Pensa se ci fossimo conosciuti prima
Sarebbe stato cosi bello
Non ti avrei mai lasciato
Lo so anch’io avrei voluto conoscerti prima
Ora ci divide questo muro di convenzioni
Amore mio e la sorte che segna il passo
La mia sorte nera come la notte
Non disperare
Metto a cuocere la pasta
Non farla bollire molto
Dopo mi faccio una doccia
Sogno il tuo corpo ignudo bagnato sotto l’acqua che scivola tra i tuoi capelli sulle tue labbra sui tuoi seni morbidi piccoli come il sole infinito che esplode nell’universo ora partirò andrò lontano attaccato a questo ricordo
Non fare tardi
Vedrò di non morire
Non lasciare il tuo corpo sotto un cielo grigio
Porterò l’amore tuo dentro un barattolo
Berrai il sacro calice della sorte e della eterna giovinezza
Mi calerò nei panni altrui
Non farti uccidere amore
Oh stai sicura staro assai accorto
Non chiedere alla morte il suo riscatto
Farò come dici
Ora nel viaggio di una vita terrena ora il brillare delle rime eretiche cretine scapricciattiello scurdarello schiuse dentro alla sciorta ,in un ire in due sotto un cielo bello cosi caldo che e un cappotto di pelle di leopardo e questa morte che danza e mi conduce dove voglio dove l’amore apre il cuore dove il vecchio siede dentro se stesso e pensa che bello essere giovani e poter amare ancora . Ora la vita ci dona l’ingrato compito di unirci in passioni senza senso ombre Fallaci cilestri personaggi obliqui sconvolti nella storia che porta a compimento questo nostro dire
Ora vorresti essere vicino a me
Vorrei accarezzarti
Anch’io tanto
Poter toccare il tuo viso il tuo seno
Ora siamo morti nel delirio dei baci
Vedo di no farti vedere
Rimango nascosto
Attento la notte t’inganna
Aprimi presto
Non posso
Salirò fino alla tua camera
Sei pazzo
Forse lo sono
Forse avremmo dovuto chiudere le mani e pregare
Tu mi avresti tanta amata da darmi un figlio
Pensa un figlio biondo come te con i tuoi occhi
Folle come te testa di minchia
Già come questo mio cuore
Come la vita che ci ha fatto incontrare
Ora forse non si piu sola
Ora stringo il mio cuore dentro le tue mani
Il mio amore facile preda
Non farti vedere
Fuggiremo insieme
Viaggeremo tanto lontano
Sopra le nuvole
In questo universo rapito
Nel tuo corpo
Nelle tue poesie tristi
In questo ed in quello
Sentirò di nuovo la tua voce
Apri il tuo cuore
Lasciami entrare
No ho paura che tu mi ferisca
Non aver paura ogni cosa rimane come il tempo ha deciso
Non sono sola
Oltre questo mio ricordo
Ubriaco di vino
Chine di vase
Sturzzellato
Sento ed oltre veggo nella confusa espressione che prende il sopravvento che racchiude ogni cosa nella pietà nella morte di una frase senza senso. Un vortice di idee di mezzi termini idiomi ipocrisie cosi leggere cosi fredde come la morte anche la vita chiude la porta in faccia al fratello , nella discussa illusioni si spegne la propria indole la propria abnegazione verso una nuova intelligenza
Dai che scherzo
Mi fai male
Mi trafiggi con i tuoi perché
E tu spogliati dai
Lo faremo sognando
Lo faremo dentro una camera d’albergo
Io e te piu stupidi di tutti
Tu con i tuoi disegni
Io che non so chi sono
Tu che mi trascini verso un inferno
Io ferito nell’onore
Tu in mezzo alla folla
Io ti chiamo tu non rispondi
Ed eccoci insieme nell’amplesso che abbiamo sempre desiderato nella vita che ci e stata negata sotto la gonna della vita che sventola nel vento sulla nave che va ed oltre io medito amore la mia sconfitta la triste storia che ci ha uniti
Ora non ridere
Ora dormo tra mille papaveri
Io su un treno dorato
Tra gli angeli che voleremo via
Preparati presto
Porta na bona bottiglia di vino
Tu vuo ubriacare
Ma si
Che centra quella se venduto il suo amore per poche lire
Io la credeva una persona seria
Certo ci sono tanti motivi nascosti
Beh non tutte le ciambelle riescono con il buco
Fatevi sotto si mangia
Buone squisite
Mangiate poi pregate per favore per me
Non ti dimenticheremo mai
Io vi benedico
Tanto vino
Si certo si balla pure
Io lo credevo un cretino
Ma dai una persona cosi gentile
Ma le mutande non te togli
Mamma mi ha fatto un capello di lana
Orco cane che freddo
Ora e forse giunto l’ora di metterselo
Pensa tutti e due su una nave verso le isole di pasqua
Bello io che ballo e sballo
Poi ci beviamo qualcosa al bar
Mettiamo su una famiglia in quattro e quarantotto
Che cosa sublime
Magnifici panorami
Fanno rimanere estasiati
Guarda un uomo che vola in groppa ad un gabbiano
Pazzesco
Non vorrei mai piu far ritorno anch’io
Ma io ti piaccio di la verità
Sei uno stronzo
Beh sono un folle poeta di periferia
Forse siete morti entrambi , forse sono questa storia insolita due piccioni con una fava forse meglio chiudere questo libro mai letto da nessuno, mentre il treno fischia ed il passante impettito sotto il braccio della sua bella spiega come divenire ricchi con un gettone telefonico la città si anima cresce e qualcuno riesce pure a rubare qualcosa di buono.
Puozzo scula
In questa sciorta
Ma e una poposcia
Signorina
Non chiamatemi Brioscina
Oh facciamo i seri
Ma chede chesta marmaglia
Mamma avesse visto o mantellino
Ma come te lìaggia dicerie ca stamme senza soldi
Chesta non e una novità
Aprite voglio entrare
Ma come achest’ora
Qui non c’è nessuno
Aprite ora alle timide ombre rincorse per versi di strada
Dispersi in questa città che non ha piu volto non ha calze a rete non ha sorrisi da donare ed il traffico scorre come un fiume di merda per sopra e sotto i ponti dove vanno in tanti legati alla loro religione ad una ragione cruda dura a morire compresa nell’attimo che apre spiragli e sentieri , ora tutto potrebbe essere utile ma la morte ci ha traditi schiacciati nella nostra storia in questo fuggire verso qualcosa che non ha ragione d’essere ed io mi pento mi beo di morte e vita di anni passanti cosi veloci come fulmini a ciel sereni come questa confusa apologia in una logica ingrata che viene masticata in silenzio . Ed il suo odio il suo dire eccoli sono dentro di te sono dentro il tuo cuore dentro la vita che c’è stata negata che c’è stata rubata.
Ora io non sono piu io
Sei la voce dei poeti
Voce dei scugnizzi
Voce di chi non ha voce
Io ed oltre
Perduto nella mia follia
Forse avremmo compreso insieme il senso dei nostri errori
Ora non pensarci piu
Beh mi riesce assai difficile
Pensa se fossimo ora la dove dio vuole
Io dentro una rosa
Io ancora mezza vestita
Fai presto vieni a mangiare
sempre la stessa zuppa
Questa casa e un cesso
Tre cane
Che c’entra il cane
Beh l’amore è un cane
A volte morde
A volte ti dona gioia
Non ci avevo mai pensato
Pensare pensare
Dietro questo tuo sorriso
E tu dietro questi baffi da topo
Mi sento ridicolo
Sono il cielo ed un lampione in mezzo ad una piazza che si anima di tanta gente che entra esce dalla nostra vita che beve fuma ama , c’è chi si spoglia dei suoi sogni tutti cercano una storia in questa storia senza nome senza ricordi dura da morire dura da masticare come il cacio cavallo come la tenera notte, sotto i denti delle stelle che sussurrano dolci versi agli amanti tutto puo essere un punto senza ritorno come quella volta in macchina che andavamo tutti insieme a mangiare la pizza da salvatore e tu portavi a tracolla una borsa piene di poesie di libri ed altre storie assurde, senza baffi, senza bocca dure morbide , belle, elette a grandi imprese a quella sentenza inenarrabili che ci giudica e ci mette alla gogna . E lagnosa era la sua canzone , una cacofonia e tu cantavi mo chi so ricorda mo so asciutto pazzo mo te fai chiu vicino a me vicino a chisto core sulagna acchiappate dentro o scuro , scinne viene i spaghetti scottano
Vieni dove tutto ebbe inizio nella vita con due ali dietro la schiena dalla bocca caramello due seni gonfi di latte due cosce morbide due ed altre menti ed eretiche genealogie ,cercando di unire i nostri pensieri le nostre anime tra la folla spunta il folle ed il signor nessuno e la signora senza mutande Tutto , proprio tutto di cio che rimane di pensare alla vita perché mi ha condotto fino a questo punto in questo idioma in questo amore malato lungo corto che diviene bello paffuto come un bimbo in braccio a sua madre ed allungo la mia mano allungo il mio occhio lungo le sponde di questo cuore oltre questo precipizio dove tutto ebbe inizio . Storie e leggende fandonie colorate che mi fanno ritornare a come un tempo fui e sognai d’essere aldilà di questo morde sempre quando meno te l’aspetti.

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